A corto di idee… Teo, dì qualcosa da birraio! (anche non di sinistra)
L’incipit non è una constatazione. E’ un auspicio. Già, perché Teo Musso le birre le sa fa fare, e anche bene. Solo che, nel tentativo di spillare qualche euro in più dalle tasche dei suoi clienti, ha sempre avuto l’abitudine di ammantare quello che vende con una buona dose magia e innovazione (o fuffa se preferite). Queste storielle qualche anno fa facevano proseliti, erano in tanti a correre per abboccare all’amo. Oggi cominciano a non incantare più.
La concorrenza si fa sotto, il cliente diventa più smaliziato, difficile sostenere la rincorsa di una continua innovazione, reale o mediatica che sia. Non è più il tempo delle cuffie sui fermentatori per far ballare i lieviti che i tanti boccaloni dell’epoca (non sempre disinteressati) avevano salutato come avanguardia ed esempio di ricerca ed innovazione. Del luppolo italiano non se n’è fatto più nulla, mannaggia. I suoi gioielli e vestiti bagnati nella birra non hanno sfondato nelle boutique del centro. E nella mia profumeria preferita non riescono a trovarmi le fragranze Baladin, acciderba, ho dovuto dirottare sugli Stati Uniti che non ne potevo fare a meno. Che novità però la birra Open (source), con ricetta pubblica, presentata al concorso homebrewer 2009 di Piozzo! Cioè, vabbè, in realtà l’idea originale era venuta ad alcuni artisti danesi 4 anni prima ma nell’era della comunicazione globale non se n’è accorto quasi nessuno quindi… Acqua in bocca mi raccomando!!! Però il format di locali associati al nome di questa nuova birra spacca davvero, dai, finalmente una cosa nuova! Vabbè, lo doveva fare prima Struise… Ma se poi non se n’è fatto nulla, non bastavano gli sghelli. Sarà mica colpa sua se Struise non ha dietro il tycoon Farinetti che ci mette il grano e le mura dei locali. Uff, vabbè… Il primo locale birrario “bandiera” italiano è stato il Mostodolce a Firenze… Ma tanto quelli chi se li fila? E poi, hanno quattro birre in croce, mica 100 come l’Open. Vorrete mica dirmi che non è l’innovatore che tutti decantano solo perché fa in Italia quello che altri negli Stati Uniti fanno già da una decina d’anni? E poi gli americani se le sognano le birre prodotte coi lieviti da whisky scozzese. Dico: lieviti-da-whisky-scozzese che creano questa birra demi sec “un po’ puttana”. Solo la birra? Lieviti da whisky… Mah… Per fortuna c’è la Birra Lurisia by Baladin. Vuoi mettere l’acqua Lurisia con una qualsiasi volgare acqua di fonte? Però le birre da divano sono davvero buone. Ossidate o metodo solera pareva brutto, fortuna non gli è venuto in mente il triclinio che altrimenti ci vendeva pure le corone d’alloro Baladin.
Nelle ultime settimane però il buon Teo ha calato l’asso dell’innovazione più spinta. Con Cantina Baladin eccolo entrare nell’olimpo delle birre maturate in botte… Innovazione?!? Ma se solo in Italia le fanno da almeno 10 anni! Calma… Come ci fa notare Maurizio Maestrelli, uno con la schiena dritta che la marchetta non sa neppure dove stia di casa, ci sono parecchie differenze col passato tipo che “si sa anche che vino c’è stato dentro”. Wow! Questa sì che è avanguardia! Con buona pace di Alex Liberati che con le sue Woodwork Series per primo ha avuto la pensata di giocare con i diversi apporti delle botti, ma ahimé nuove e quindi non meritevoli di tanta considerazione. Visto che a quanto pare erano presenti, chissà perché non è andato a raccontarlo a Riccardo Franzosi e Walter Massa che da anni collaborano assieme con birra, botti e uve. Ragazzi, poi qua si parla di 160 barrique concesse dai più famosi produttori nazionali (un paio casualmente di proprietà del socio/tycoon Farinetti), mica pizza e fichi. Non male come metodo per dar valore a delle botti esauste. E poi (e qui scende la lacrimuccia), la barricaia è nell’ex pollaio dei genitori…
Saranno birre ottime, queste maturate in legno. Ho pochi dubbi. Come ho pochi dubbi sui prezzi che leggerò sulle carte di locali e ristoranti. Qualcuno di più ne ho riguardo all’opportunità di continuare ad incantare i clienti-serpenti con il suo flauto. In molti stanno diventando sordi a questi richiami, più interessati da un certo declino qualitativo rispetto ai gloriosi albori del Baladin.
Teo, dall’alto del mio premiatissimo blog ho la sfacciataggine di lanciarti un appello! Non ti fidare più dei tanti consiglieri marketting che Eataly e Baladin ti mettono a disposizione! Ho io la mossa che giusta per te. Prenditi un anno sabbatico dalle buffonate, come mobili, profumi, vestiti, prezzemolate. Dai una pacca sulla spalla a Palli e mandalo a lavare le cartucce dei filtri.
Ricomincia a svegliarti alle 6, a macinare il malto, a fare la birra… Con l’impianto che ti sei/hanno regalato è anche meno faticoso. Riprendi in mano le ricette ed il processo della Super, della Isaac, della Wayan, della Nora, dell’Elixir.
O magari annuncialo e basta e poi fai finta. Almeno sarebbe un’idea di marketing davvero innovativa.
Dovessi farlo sul serio… potresti tornare a farci sognare davvero, come in passato.
| Print article | This entry was posted by Delusa in Tram on 14 maggio 2010 at 13:28, and is filed under Pensieri. Follow any responses to this post through RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |


circa 3 mesi fa
Ti sei scordata le casse (mono). Un altro salto in avanti notevole.
circa 3 mesi fa
Polli, Agostino, Teo. Polli, Agostino, Teo. Teo, Agostino, Polli. Polli, Teo, Agostino.
Oltre ad una buona dose di autocelebrazione.
Un po’ monotono questo premiatissimo angolo della vergogna.
Monotono e senza un filo di ironia, che avrebbe fatto molto per alleggerire la pesantezza della tua stanca penna.
Consolati delusa. Quando dismetterai questa gogna virtuale dalla quale ti togli i vari sassoline dalle scarpe, avrai una gran carriera da parrucchiera che ti aspetta.
Polli e Agostino non potranno essere tuoi clienti.
Li sento già disperarsi.
circa 3 mesi fa
livingstone e’ molto cattivo! con delusa!
circa 3 mesi fa
@ lallo
Probabilmente Livingstone sta solo rosikando per il fatto che parlo solo di persone di cui vale la pena parlare, e quindi lui rimane fuori poveretto…
circa 3 mesi fa
In effetti dai Gabbiano Johnatan porcamminchia piantala.
Si trovassero in giro le Baladin del 2002 alla spina belle fresche e ben fatte in quei due-tre posti in cui si trovavano agevolmente perlomeno a Milano, anzichè in bottiglia a 10 euro in quei 6-7 alimentari in cui le trovo (ma mi guardo bene dall’acquistare), vedi che tutta l’aria fritta su brewdog, demolen, eventi ratebeer & C. si sarebbe diffusa molto meno sul nostro in realtà ricco territorio. Perchè si avrebbe meno tempo di scoprirsi insoddisfatti, e più per bere bene che non ha bisogno di dicussioni.
That’s it.
Saluti a bloggheressa e agli utenti tutti.
circa 3 mesi fa
Alla fine la spina a 5 euro VS la bottiglia a 10 euro,
sta allo stadio a 10 euro VS la tangente a sky di 20 euro mensili.
Ci vogliono tutti a casa. Ci vogliono desensiblizzare e normalizzare. E i beer geek sono questo. Zero cuore. tutto cervello.
Abbasso il tavolo della sala e le mura amiche
Viva mettersi in gioco e annusare la vita reale !
Non mi interessa il calcio ma la bottiglia a 10 euro da bersi al sicuro di casa mi sembra lo stesso della pay-tv. Come la birreria (anche in trasferta) mi sembra la fede e il cuore del vecchio calcio. Poi che la tele spinga la figosità di farsi le foto digitali e guidare la bmw, non ha nulla a che fare con altre situazioni che sono sangue bollente in confronto.
Ma qui si scade nell’antropologia.
circa 3 mesi fa
Ah scusate, avevo capito male le regole dl gioco.
Fammi ripetere per vedere se stavolta ci siamo.
Delusa può prendere notizie di per se banali, rivederle in veste acida e discreditante, il tutto coperta da un ridicolo anonimato e questo si chiama dissacrare.
Si prende anche una medaglia.
Come il milite ignoto.
Chi invece critica delusa mettendo faccia e palle su quello che scrive è cattivo. o invidioso o rosica per il fatto di non aver avuto il suo cinqueminuto di gloria spalmata di feci su questo blog.
E’ giusto Lallo?
circa 3 mesi fa
Sì ma Livingstone, l’hai ripetuto dieci volte.
La stessa cosa.
Hai scassato anche tu, non credi?
circa 3 mesi fa
http://img10.imageshack.us/img10/245/30261104949969549235100.jpg
Vi prego andate in massa, così per un po’ si calma e crede di esistere anche lui.
http://www.microbirrifici.org/Real_Beer_birrificio.aspx
http://www.realbeer.it/
Speriamo basti.
circa 3 mesi fa
certo che un sito di un birrificio, che non ha la descrizione delle birre, fa proprio scompisciare!
circa 3 mesi fa
Cos’è questa intimidazione?
Dovrei aver paura di essere preso di mira dai bulli del quartierino?
Almeno i bulli hanno le palle di menarti a viso scoperto.
Anche i metodi mafiosi mi tocca vedere.
Siete proprio alla frutta.
circa 3 mesi fa
Alla frutta mi sa che sei tu.
Sparati queste ultime cartucce, poi ritorna a spignattare con il pentolone in cucina.
circa 3 mesi fa
Bene, visto che anche tu hai fatto il grande salto, accetto il tuo augurio.
Che mi intristisce un po’.
E che non ti giro.
Spero che invece la tua avventura sia molto soddisfacente, per te e per chi berrà le tue birre.
circa 3 mesi fa
Livingstone, anche il più imbecille qua dentro, alla 150esima volta, ha capito cosa pensi di questo blob. Bene. Si può fare un passo oltre? Si può andare ad esempio su questo post che a me pare quantomeno interessante? Cosa ne pensi della politica commerciale di Teo? Io concordo con Delusa e quoto spudoratamente Extra. Tu no (almeno credo). Spiega il perchè se possibile, fra un risposta ad un’intimidazione mafiose ed un’allusione. Almeno, oltre al fatto che ti sta sulle palle Delusa, si capisce da che parte stai.
circa 3 mesi fa
@ Sartana.
Guarda, la mia posizione è molto semplice.
Non sono contrario a questo bolog o a Delusa.
Semplicemente, in un momento dove le divisioni prevalgono sulle unità, non capisco cosa possa fare di bene al mondo della birra.
Nel merito di questo topic mi sembrava di essermi espresso.
Le informazioni riportate sono tutte di dominio pubblico, ma il tono con cui vengono date è denigratorio. Probabilmente per far capire che Teo, a Delusa, non piace.
Ma questo lo avevamo già capito.
Quindi io mi ripeto perchè qui tutto si ripete.
Se, come facente parte del “gruppo Delusa” mi stai chiedendo se sono a favore o contro le politioche commerciali di Teo ti rispondo che a me non danno fastidio.
Però concordo su molti punti di quello che Delusa ha scritto.
Poca innovazione ed eccessiva capitalizzazione della fama ormai guadagnata tanto tempo fa.
Anche molta aria fritta e iniziative sconvolgenti persesi nel nulla.
Ma, mi dispiace, non concordo sui toni.
Non concordo sul tono di questo articolo nè sugli altri.
Le molte cose giuste che si dicono perdono di valore quando si dicono in questo modo.
circa 3 mesi fa
“Bene, visto che anche tu hai fatto il grande salto, accetto il tuo augurio.”
Non sei stato abbastanza ridicolo stasera?
Finisci dicendomi chi pensi che io sia.
circa 3 mesi fa
Certo, che molta gente ha commentato questo post, al netto del sottoscritto e dei vari alias di Delusa.
Da adesso e per almeno i prossimi due articoli prometto che non userò toni polemici, giusto per togliere il dubbio, (lecito) che siano i flame ad uccidere la partecipazione…
Quindi, riprendendo il tema del giorno.
La critica è incentrata sulla mancanza di originalità delle operazioni di marketing di Teo. Ma la conclusione dell’articolo esorta a tornare al passato, che in genere non è considerato come grande innovazione.
Al di là di una visione nostalgica della professione del birraio, credo che l’articolo abbia inevitabilmente delle contraddizioni negli intenti e nelle conclusioni.
Primo. Il marketing non deve necessariamente essere innovativo. Deve portare dei risultati nei volumi venduti. Nè è di per se precursore di un abbassamento della qualità del prodotto. Se poi ci limitassimo a guardare al panorama brassicolo italiano, già applicare una banale forma di marketing è innovativo, visto che il 98% dei birrifici non lo fa.
Secondo. L’abbattimento dei prezzi di un prodotto, che mi sembra un obiettivo costante di Delusa, si ottiene solo dall’azione contemporanea di almeno due fattori. L’aumento dei volumi venduti e la pressione esercitata dalla concorrenza. Per i volumi il marketing è essenziale, ma senza una concorrenza che segue il corridore in fuga i prezzi non scendono. O meglio, anche se scendessero alla fonte (produzione) non scenderebbero per il consumatore in quanto un gestore qualsiasi non si sognerebbe mai di vendere una “Le Baladin” ad un prezzo inferiore ad una altra italiana meno blasonata.
Terzo. Il finale nostalgico è forzato. Non si propone una valida alternativa a quanto è stato contestato senza apporto di motivazioni logiche. Avrei preferito leggere degli esempi concreti che dimostrassero che a differenza del soggetto preso di mira in questo articolo, fossero riusciti a realizzare aumento dei volumi, conseguente abbattimento dei prezzi di vendita e mantenimento di una alta qualità del prodotto.
Quindi, leggendo questo e gli altri articoli si evince che l’obiettivo principale che si dovrebbe porre un birrificio è il contenimento dei prezzi e l’innalzamento o mantenimento della alta qualità del prodotto.
Secondo questa chiave di lettura e senza seguire gli spunti polemici del testo, mi sembra che l’articolo sia quantomeno confuso,
Concluderei volentieri con un bacio (casto) conciliatorio a Delusa. Solo se mi promette di essere del sesso professato però. Altrimenti trasformalo un una bella stretta di mano!
circa 3 mesi fa
@livingstone
la mia frase “livingstone e’ cattivo con delusa” e’stata buttata li cosi’…non xche’ io stia dalla sua parte sia ben inteso! come ho’ piu’ volte detto io non sono di parte..ne di cronache birra ne dark side ecc !
mi piace partecipare a questi blog e dire la mia ….magari sbagliando e se offendo qualcuno sono il primo a scusarmi! oggi grande giornata si va’al birririficio di lambrate! ultima volta dicembre dello scorso anno!
circa 3 mesi fa
@ Lallo
Nessun problema
Divertiti al Lambrate!
circa 3 mesi fa
la polemica sui prezzi sta quasi sfiancando anche me che ne sono uno dei principali artefici. a Livingstone, con qualche rudimento di microeconomia, dico che l’aumento della capacità produttiva serve ad abbassare i costi, non i prezzi, e Baladin ne è l’esempio più lampante. per abbassare i prezzi serve la concorrenza, che non c’è ma arriverà presto
c’è un altro modo per abbassare i prezzi: modificare la domanda di birra, la nostra. aumentando l’elasticità della nostra domanda, che tradotto vuol dire modificando di molto la nostra domanda (il nostro consumo) di birra a variazioni anche minime di prezzo. attribuendo meno utilità alla birra, che tradotto vuol dire essere disposti a consumare meno birra a parità di prezzo rispetto a quanta ne consumiamo oggi
questo può portare a due conseguenze: la diminuzione dei prezzi e degli extraprofitti o la scomparsa del settore birra artigianale in Italia per assenza di margini di profitto. io scommetto sulla prima ipotesi
l’altra sera ho speso 5 euro per una piccola (0.3) di birra italiana artigianale (con abbondante schiuma). quando vedo queste cose mi torna la voglia di fare cagnare sui prezzi. lo so che la colpa non è del birrificio ma del publican. ma che strumenti ha il consumatore per lamentarsi se non quello di non evitare quel locale o quella birra? e perché invece il birrificio non cura un minimo il prezzo di vendita del proprio prodotto e invece se ne sbatte, nonostante tale prezzi non incentivino l’aumento dei volumi, e quindi della capacità produttiva, e quindi la possibilità di diminuire i prezzi per un aumento della grandezza del mercato e non per una scomparsa dei consumatori? riflettete…
circa 3 mesi fa
@ Livingstone:
Il problema, secondo il mio modo di vedere, non sta nel fatto che Baladin faccia marketing. Io la birra artigianale voglio continuare a berla, quindi mi auguro che sempre più artigiani decidano di stare sul mercato in modo meno “pionierisitco” e più professionale.
Il problema sta nel fatto che Baldin ha deciso di fare QUEL tipo di marketing.
Che Teo Musso (o chi per lui) si stia LAPIZZANDO (sarà la contiguità geografica, boh) mi sembra sotto gli occhi di tutti.
Ora, non serve certo andare a scomodare Kotler o Lambin per poter considerare i profumi, i vestiti, le casse ecc. pura e semplice FUFFA, ARIA FRITTA, iniziative nate già morte solo per strappare le due righe su Vanit Fair.
Secondo te tutto questo serve? Paga? Non sarebbe infinitamente più bello che si tornasse a parlare di prodotti, visto che tra l’altro le competenze per farlo ci sono tutte?
circa 3 mesi fa
@ SR
Solo per farti notare che nella parte dove mi citi abbiamo detto esattamente la stessa cosa.
Anche per la sostanza del resto, sono d’accordo.
Prezzi troppo alti.
circa 3 mesi fa
@ Egisto
Ci sono i momenti e le occasioni per parlare dei prodotti e altri per parlare dei contenuti.
L’aria fritta non mi disturba.
A me è indifferente. Anzi, mi diverte.
Oggettivamente, se vuoi vendere vale molto di più un etto di aria fritta che un quintale di contenuti.
Soggettivamente però non posso che essere più vicino alle tue posizioni (credo) che a quelle di teo.
La mia immagine di birraio è quello con la moto e le borchie, alla Lambrate per intenderci.
Ma Teo presumo che avrà cento volte più successo di pubblico.
Sono due versi della stessa medaglia.
Per me le due cose possono convivere.
circa 3 mesi fa
Bella giornata oggi, salone del libro, una pizza da eataly e qualche notizia sul web. Il blog nero l’avevo già visitato un paio di volte, ma quanto pare la solfa è sempre la stessa. Per restare in tema, quale sarebbe il lato oscuro di questo post? La ciliegina arriva alla fine quando l’autore (anonimo) lancia l’appello a teo, cambia, ritorna al passato, facci sognare.Uhm, teo avrà fatto errori, come altri, fatti suoi,ma solitamente questo succede a chi fa qualcosa..
Prendersi la briga di metter su un blog come questo, postare senza avere il coraggio di firmarsi, perchè ovviamente conosciuto da tutti, mah, non ho parole.
Non occorre avere l’astuzia di una volpe per capire che dietro questa delusa ci possono essere i soliti 5-6 personaggi homebrewer, degustatori o pseudo tali che trascorrono parte della loro giornata davanti ad una tastiera. Questi probabilmente non non sbagliano mai. Diciamo che l’autore trasporta su queste pagine una sua latente frustrazione, diciamo pure che è uno sfigato. Ecco se prima i nomi erano 5-6, ora la rosa si è ridotta a poco meno della metà.
Delusa, ovviamente ,massima libertà, continua pure con il tuo tram-tram, ma almeno, e qui prendo spunto dal tuo titolo, dicci qualcosa, di dx, di sx, ma dicci qualcosa che ancora non sappiamo, aiutaci a crescere in questo vostro mondo di fuffa.
Termino, titolo della foto sempre più azzeccato e autobiografico: il re è quasi nudo. E il cerchio si chiude.
circa 3 mesi fa
cito:
…..Semplicemente, in un momento dove le divisioni prevalgono sulle unità, non capisco cosa possa fare di bene al mondo della birra….
e quoto totalmente.
circa 3 mesi fa
Di solito mi occupo di altro, ma visto che mi appassiona il mondo birra ed adoro questo blog posso aggiungere qualcosina sui flop di casa Musso?
Panneli fotovoltaici per produre elettricità: promessi e mai installati
Concorsi Hb Piozzo: un tempo la più importante manifestazione del genere ora quasi dimenticata
sito hobbybirra: archivio perso e sito abbandonato
Beertube: spariti dalla circolazione
Malto coltivato a Piozzo: Bho!
E’ sparita la dicitura OGM free dalle etichette (qualche dubbio a qualcun sarò ben venuto?)
Open CInzano: già si parla di rinnovamento e vi è stato l’ennesimo reimpasto soci
Casa Baladin: stroncata dalla guida del Gambero Rosso e sempre alla ricerca di un’ identità
Consobir: sparita, ma è nata l’ONAB (bho) (a proposito si attendono sempre delucidazioni sul duplice ruolo slow-food – ONAB di Luca Giaccone)
Assobirra: accortasi della non influenza di Teo sui micro italiani ha fatto rapidamente marcia indietro (vista l’immagine negativa che ne stava scaturendo) smettendo di fare “campagna acquisti” e di fatto mettendo in stby il progetto “unificazione”
Comunicati stampa: assomigliano sempre più a proclami del premier ed infarciti di errori (e di fatto ormai ignorati dai media che contano forse stanchi delle ennesime boutade)
Amianto: la produzione è in una struttura con la copertura in eternit (no comment)
Qualcuno ne aggiunge altri? (basta girare un po’ in rete per nutrire dubbi)
Scarampola, Malto vivo, Classica, Fontanafredda, Interbrau ??? chi dipana la matassa?
circa 3 mesi fa
E no, lato oscuro significa che oscuri i miei commenti?
circa 3 mesi fa
@Contenta in treno
Porca miseria che astio in questa sfilza di flop. Dall’amianto (ma dovresti sapere che il capannone non è manco suo, comunque…), passando per l’Open , che va talmente male che prox. ne apriranno un altro –notizia per delusa- , per terminare addirittura con i comunicati stampa “infarciti di errori”; ti riferisci per caso all’ultima pubblicità sui quotidiani? A quel “C’HO DA FARE”? Eeeee, cosa vuoi che sia, anche il Manzoni usava tale forma. E allora te, che usi da sempre il “BHO” al posto dell’interiezione BOH.
Ma quanta ruggine! Contente te…
circa 3 mesi fa
@Delusa
Delusa, pensavo mi avessi tagliato il commento, chiedo scusa.
Però, dato che ti leggo di solito tramite un’aggregatore ( per non disturbare più di tanto) e in questo caso, dovresti sapere che i post ed i commenti rimangono tali e quali, mi dovresti illuminare (se vuoi, anche privatamente, sempre tu lo voglia) sul fatto che un commento (forse anche altri?), dopo un po’ di tempo è stato modificato, ma non nel contenuto, no, no, ma nel nome dell’autore. Uhm, questo mina la tua credibilità o no? Oppure è uno stratagemma per confondere un po’ le aqcue?
Ciaociao
circa 3 mesi fa
discussione interessante.
da appassionato “recente” la politica di marketing della Baladin non mi ha mai particolarmente entusiasmato (parlo da consumatore).
ho bevuto Super e Nora giusto venerdi sera (avevo provato solo la seconda parecchi tempo fa) e sono rimasto deluso. MOLTO deluso.
questione di gusti, ma che mi fa dire che preferisco sbattermi a trovare una birra girando tra distributori di bevande e beershop che
pagare una 0,75 a 12 euro in pizzeria. perchè a 12 euro in birreria mi bevo la Westvleteren 12 (che sarà da 0,33 ma vuoi mettere?).
poi cmq non faccio testo, io sono geek, e sono geek in molte cose.
(però non vado in giro col laptop)
delirio finito. Livingstone, ci vediam (ti vedrò?) stasera all’Arrogant.
)
circa 3 mesi fa
@fede
Non sapevo che quando il capannone è in affitto l’amianto allora non fa male.
circa 3 mesi fa
@fede
E’ come per i vermetti dell’anisakis.
Tutti sbagliano.
C’é chi l’ammette e chi dice:”negli anni abbiamo vendute tot tonnellate di pesce fresco, se due sarde c’avevano (manzoniano) il verme mica ci vorrete crocifiggere?”
Io ho fatto nella vita una milionata di chilometri e non ho mai sfiorato un pedone.
Ora vado ad arrotare una vecchietta…mica mi vorrete punire!
circa 3 mesi fa
@ Basaglia
e che c’entra l’anisakis? Però vedo che riporti solo quello che ti pare, io ho letto e sentito qualcosa in più ma non importa assolutamente nulla. Buon viaggio.
@Sartana
Infatti non ho scritto che se il capannone è in affitto, l’amianto non fa male.
Più che amianto, qui è questione di ruggine.
Saluti a tutti
circa 3 mesi fa
@ Delusa
va bene, vado OT, però è interessante la cosa: mi raccomando blocca, inchioda, arpiona questi commenti. Non vorrei tra qualche giorno andare a leggere un mio commnento, magari firmato da… che so, pinco pallino o altri.
circa 3 mesi fa
@fede
sei tu che spammavi la pizza da Eataly.
Mi è venuto naturale come esempio.
circa 3 mesi fa
@fede
Ottima risposta. Probabilmente è la stessa che hanno fornito agli ispettori dell’ASL.
circa 3 mesi fa
@Sartana
probabilmente manco hanno risposto…
Li avranno guardati così http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Eataly-NY-5.jpg
circa 3 mesi fa
@ Franco
Allora rispammo, (veloce, veloce) eataly-anisakis: non mi sembra che si siano nascosti dietro un dito, anzi chiedere scusa, di questi tempi, non è un gesto da tutti..
“ E’ la prima volta che succede in tre anni… ma può succedere”
“Ci scusiamo con il cliente” . Ecc. ecc. (Sempre su Dissapore)
Basta, tanto non interessa a nessuno.
@ Delusione in tram
Signora in nero, non favelli? Non informi i tuoi piccoli lettori sul perchè, così, di botto, alteri il nome di chi commenta?? Mi dirai, sono tutti nickname, uno vale l’altro…
E già
circa 3 mesi fa
Non per insistere sull’off-topic eh.. ma questo modo di pensare dimostra come alcuni possano permettersi “errori” di qualsiasi tipo mentre ad altri spetta la gogna per un capello nel brodo. Per esempio proprio su dissapore si legge un commento di Fabio Fassone di tale ingegno:
“Ma come si fa a dire che ‘Etaly commercializza SOSTANZE PERICOLOSE per la salute’ se si tratta di ANISAKIS? E’ un vermetto, mica una sostanza pericolosa!”
Un simpatico vermetto insomma, che sarà mai? Se invece mangiamo da “Pippo er pescatore” e il cameriere scoglionato si gratta il culo prima di servire gli spaghetti alle vongole inizia la crociata per far chiudere il locale.
Posso capire (senza condividere) quando a chiudere gli occhi e a leccare il fondoschiena sono questo o quell’altro personaggio del settore ma il fatto che venga fatto anche da anonimi nick sul web è impressionante. Qui siamo a livelli di divinizzazione da studio antropologico.
circa 3 mesi fa
@ ZSF (l’originale)
“l’originale”, di questi tempi è d’obbligo.
OT per l’ultima volta. Forse.
Dato che nessun ci obbliga a scrivere commenti, penso che, quando lo si fa, sarebbe opportuno conoscere l’argomento. In questo caso specifico, sapere cos’è l’anisakis, sapere cosa prevede la legge sulle procedure di controllo ed in ultimo sapere quali eventuali sanzioni la magistratura mette in atto.
Ora, se Pippo er pescatore, si fosse comportato come hanno fatto i signori di Eataly, sicuramente il procuratore si sarebbe comportato come quello di Torino, cioè con un nulla di fatto. O pensi anche te, come il sig. B., che i magistrati siano “una banda di talebani”? E’ una questione molto terra a terra, altro che antropologia.
@ Delusione in tram
Signora in nero, non essere così cattivella, tira fuori la tua fluente favella e illumina i tuoi piccoli lettori, sul modus opernandi di questo blog.
Dovete sapere che la dark lady, si sveglia al mattino e così agisce: una sbirciatina al suo “premiatissimo” blog, ai commenti e poi decide. Decide se il nome del commentatore ha facoltà di rimanere tale e quale, altrimenti… zac, lo cambia. Suvvia, Delusa, non è poi così tanto complicato trovare una scusetta per chiarire tale artifizio, non trovi? Tira fuori qualcosa dal tuo cilindro.
Bye bye
circa 3 mesi fa
@fede
Così va meglio?
circa 3 mesi fa
Vedo che i primi consistenti raggi solari di questa maledetta primavera cominciano a far effetto, ma vedo anche che continui a NON RISPONDERE. Avrai i tuoi buoni, ottimi motivi.
circa 3 mesi fa
@fede
Ma quanto rosichi? A me più che paolo mi ricordi Livingstone, dai che il record del 150esimo messaggio uguale si avvicina. Fatti mandare un cesto di salumi (niente anisakis lì) e di birre da divano a Natale.
circa 3 mesi fa
Più leggo i commenti di fede/paolo e più penso a che cagata ho fatto a chiudere i manicomi.
circa 3 mesi fa
Non ho mai nominato magistrati o leggi, parlavo solo di opinione “popolare”. Mi sa che non hai capito un cazzo di quello che ho scritto. Viste le premesse… credi che ciò mi sorprenda?
circa 3 mesi fa
@ Sartana
Solo salumi. Grazie. Fine rosicata.
@Franco
E’ la stessa cosa che penso anch’io.
circa 3 mesi fa
@ ZSF
Va bene non ho capito un cazzo. Mi sarò sbagliato. Retifico a modo mio: il “popolare” Fabio Fassone nel suo tal ingegnoso commento forse non aveva affatto sbagliato. Ma sicuramente mi sbaglio.
circa 3 mesi fa
Scusami, un parassita (vivo, particolare fondamentale) presente nel pesce comprato va considerato un erroruccio da niente?
Ok, non sarà mortale, però non credo ci sia bisogno di arrivare alla morte per parlare di pericolosità no? A me sembra un fatto comunque rilevante e trovo inspiegabile chi insiste nello sminuire l’accaduto, soprattutto se si tratta di gente “disinteressata”. Poi oh, se la vogliamo mettere sul piano del “ma sti cazzi” non c’è problema, campo benissimo anche senza il pesce crudo di Eataly.
circa 3 mesi fa
Pardon per sopra
Il beertube io non so dove trovarlo ma prposito di flop , qui avevano già capito tutto http://soundbeer.blogspot.com/2009/08/baladin.html
circa 4 settimane fa
eheheh gran articolo, anche se mi ha rattristato vedere come più lui sbaglia e più il popolo bue gli lancia petali di rose al suo passaggio…
fidati Delusa ce ne sono ancora Molti di questi individui che sperperano soldi solo perchè c’è scritto “baladin” sulla bottiglia…