Post con tag assobirra
CERB I atto
21 mag
Il CERB, acronimo di Centro di Eccellenza per la Ricerca sulla Birra, per chi non lo sapesse, è un Centro di Ricerca dell’Università di Perugia con autonomia finanziaria. Il che vuol dire che l’Università di Perugia, dopo averne approvato l’istituzione e dopo un generico controllo della “conformità allo Statuto” non può più metterci becco. Budget di spesa compresi.
Parliamone. Non so a voi, a me navigando un po’ sul loro sito, seguendo le attività svolte che filtrano in maniera frammentaria e sempre sotto una ben densa coltre di fumo, guardando l’organigramma, i laboratori, gli enti convenzionati e le pubblicazioni, sale netta la sensazione di un apparatisch nato da una fusione a freddo tra il pubblico di alcuni baroni universitari avidi di risorse finanziarie ed il privato dell’industria della birra (Assobirra) a caccia di una sponda che aiutasse a celare dietro il manto della ricerca universitaria la povertà qualitativa dei prodotti. Uno di quegli enti che non si capisce cosa facciano realmente, a chi servano, chi ci metta i soldi e perché… Insomma, la Gabanelli di Report ci andrebbe a nozze.
Pianeta Birra, manuale rapido su come vincere senza avversari
25 feb
Pianeta Birra, fino a pochi anni fa un mostro mitologico, temuto dagli appassionati di birra come le doppie punte da noi donne ma agognato come noi possiamo desiderare una depilazione indolore, oggi si è trasformato in un grande festival (gratuito) per sbronzarsi in allegria bevendo il meglio (o peggio?) della produzione artigianale italiana e mondiale. Tutto intorno, il nulla.
Ricordo il mio primo ingresso alla Fiera di Rimini, ormai 7 anni fa, quando l’affluenza era quella di una grande manifestazione del settore, conferenze di grandi cuochi stellati, presentazioni di prodotti innovativi, televisioni e giornalisti con la frenesia di immortalare l’evento importante. Ora, se usciamo dai 2 corridoi “conquistati” dai microbirrifici artigianali e da Interbrau, il deserto! Un rapido giro nella zona dedicata al vino mi scoraggia ancora prima di entrarci, pochi produttori, tutti sconosciuti, quasi faticano a farti assaggiare qualcosa… e meno male! Il MIA non è messo meglio, gli stand di cibi pronti surgelati la fanno da padrone, nulla che possa far pensare ad un’offerta di cibi di qualità, Oro Giallo (“fiera” dell’Olio Extra Vergine di oliva) non pervenuto, una parte di fiera, almeno 2 padiglioni, chiusi per mancanza di espositori, centinaia di persone felici e contente di mangiare cannelloni agghiaccianti.
Teo Musso
23 feb
Matterino Musso, più conosciuto come Teo! (l’esclamativo è discrezionale), è un birraio che ha bisogno di poche presentazioni: la sua fama e le sue imprese lo precedono. Teo è il birraio più invidiato, più copiato, più sparlato e riverito del nostro paese. Gli anni passano, il suo ciuffo si fa via via più argentato ma non perde un briciolo di quel fascino trasandato e sornione che ha sedotto e seduce stuoli di ammiratrici di ogni età, incantante dalle lusinghe e dalle magie del nostro pifferaio magico. Io, ehm, ovviamente me ne chiamo fuori…
Oggi si parla di lui solo per le sue sfide imprenditoriali, per le sue conquiste amorose e per il suo look kitsch-gitano (ah maschietti, brutta cosa l’invidia!). Celebre la battuta di Kuaska di fronte alle sue scarpe di tela richiuse da una cucitura fatta a mano: “Ma con tutti i soldi che ha fatto non può comprarsele un paio di stringhe nuove?”. Non dimentichiamo però che Teo è (o forse, oramai, è stato) un grande birraio, probabilmente il più grande che il nostro paese abbia visto finora.



Commenti Recenti