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Compitino per le vacanze
29 lug

La quinta colonna
Niente.
Volevo partire per le vacanze tranquilla, rilassandomi e pensando con calma a cosa fare di questo spazio da settembre.
Ma non ci riesco proprio.
Un mio fidatissimo collaboratore mi segnala un piccolo, trascurabile a prima vista, particolare.
Ricevendo una e-mail da Domus Birrae alla fine del testo, dopo i saluti e i baci, c’è una piccola frasetta come spesso capita nelle mail aziendali:
Se avete ricevuto questo messaggio per errore, vi preghiamo di cancellarlo e di informarci immediatamente per telefono allo 0172/419611 o inviando un messaggio all’indirizzo: info@domusbirrae.com.
Il crepuscolo degli Dei?
22 mar
Se in Italia, dopo anni di scopone scientifico al bar fra amici, i protagonisti del mondo della birra con tanto di cappello da cowboy in testa stanno rimescolando le carte pronti a giocarsi tutto in una mano di poker Texas Hold’em, non è che all’estero le cose siano tanto diverse o molto più chiare. Lo stile e la flemma sono diversi, certo, la sfida è una meno burina partita a bridge, ma la posta in gioco è identica. E a quanto pare, un paio di posti al tavolo da gioco per qualche “amico” italiano carico di fiches sono sempre tenuti riservati.
Per quelli, come me, che hanno bisogno di punti di riferimento con cui orizzontarsi, non si sa più in chi credere, se non al Dio denaro.
Teo Musso
23 feb
Matterino Musso, più conosciuto come Teo! (l’esclamativo è discrezionale), è un birraio che ha bisogno di poche presentazioni: la sua fama e le sue imprese lo precedono. Teo è il birraio più invidiato, più copiato, più sparlato e riverito del nostro paese. Gli anni passano, il suo ciuffo si fa via via più argentato ma non perde un briciolo di quel fascino trasandato e sornione che ha sedotto e seduce stuoli di ammiratrici di ogni età, incantante dalle lusinghe e dalle magie del nostro pifferaio magico. Io, ehm, ovviamente me ne chiamo fuori…
Oggi si parla di lui solo per le sue sfide imprenditoriali, per le sue conquiste amorose e per il suo look kitsch-gitano (ah maschietti, brutta cosa l’invidia!). Celebre la battuta di Kuaska di fronte alle sue scarpe di tela richiuse da una cucitura fatta a mano: “Ma con tutti i soldi che ha fatto non può comprarsele un paio di stringhe nuove?”. Non dimentichiamo però che Teo è (o forse, oramai, è stato) un grande birraio, probabilmente il più grande che il nostro paese abbia visto finora.
Manuele Colonna
18 feb
Nella Dynasty della birra italiana, il cui fulcro è indubbiamente la cosiddetta “scena romana” dove affari, intrighi, amicizie e tradimenti si consumano con cadenza quasi giornaliera, se dovessimo indicare un personaggio carismatico che davvero si distingue ed appassiona gli spettatori, la scelta non potrebbe ricadere che su Manuele Colonna. Ne ha fatta di strada col suo bugigattolo che cade a pezzi nel cuore di Trastevere… In pochi anni infatti è passato dal rifilare con disinvoltura Tennent’s Doppio Malto a pischelli in cerca della sbronza facile al proporre con competenza rarità impossibili, scalando con una corsa affannosa e spasmodica la classifica dei pub di Ratebeer fino a raggiungerne in breve tempo la vetta. I pischelli in cerca della sbronza facile sono rimasti comunque lo zoccolo duro del suo locale e se molti hanno imparato a bere meglio, altrettanti a causa dell’improvvisa sovrabbondanza dell’offerta hanno subito una progressiva ed inesorabile mutazione che li ha trasformati in una sorta di beer geeks alla romana, modaioli e luppolo-dipendenti, annoiati e schizzinosi di fronte ad una ventina di spine diverse in un letale mix di presuntuosità, burineria ed inconsapevole ignoranza. Nonostante attribuisca gran parte della responsabilità di queste perversioni all’amico/nemico Alex Liberati della Brasserie 4:20, scheggia impazzita e guastafeste del variopinto underground romano con le sue iniziative e i suoi gusti “modernisti”, è bene che assuma la consapevolezza del suo peccato originale: quello di essere stato il principale artefice, devianze comprese, della “scena romana” per come la conosciamo oggi e di essere stato l’involontario padre putativo dello stesso Alex.



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